ADG-01

Austria

Documents from [1882] to [1985]
Fonds Creator
Abstract

Tranne pochi documenti di stato civile austriaci, i dossiers che compongono questa serie riguardano principalmente note e interpellanze di De Gasperi durante il periodo del suo mandato parlamentare al Reichsrat, corrispondenza pubblica e privata, discorsi e articoli legati alle campagne elettorali o in favore dell’autonomia del Trentino. Un altro importante gruppo di dossiers é costituito da ritagli della stampa trentina e tirolese.

Languages

Czech, French, German, Italian

Administrative and Biographical History

Alcide De Gasperi nasce il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino, una cittadina del Trentino cattolico e asburgico. Dopo gli studi secondari al collegio vescovile di Trento, si trasferisce a Vienna per gli studi di filosofia. Risalgono a quest’epoca le prime battaglie per il riconoscimento dell’italianità in seno all’Impero austro-ungarico: organizza assemblee e comitati a favore della creazione di una facoltà italiana di giurisprudenza e scrive articoli per il quotidiano trentino “La Voce” sull’azione del partito cattolico-modernista - in particolare dei Cattolici d’Azione di Romolo Murri – nelle assemblee parlamentari e nella comunità asburgica multietnica. Dopo l’apparizione dell’enciclica “Rerum Novarum” il giovane De Gasperi si lancia nell’azione di proselitismo presso i lavoratori originari del Trentino e dell’Alto Adige per conto della federazione cattolica delle società operaie.
Nel 1904 la biografia di De Gasperi comincia ad intrecciarsi per la prima volta con la storia italiana, nel momento in cui ad Innsbruck studenti di lingua tedesca e studenti di lingua italiana si azzuffano a proposito della costituzione di una nuova facoltà di giurisprudenza di lingua italiana da inaugurarsi a Trieste. Questi incidenti costeranno a De Gasperi una sospensione di sei mesi dagli studi. Conseguita la laurea, De Gasperi diventa consigliere municipale a Trento, dove all’epoca manifesta sentimenti favorevoli ad una soluzione federalista del problema trentino ergendosi a fautore di una soluzione che prevedeva l’autonomia della provincia nel quadro dell’impero senza alcuna indulgenza verso le pulsioni irredentiste ed italofile assai vive nella regione.
Nel 1911, De Gasperi viene eletto deputato con i voti del collegio di Fiemme (Trento) col 75% dei suffragi. Iscritto al gruppo del “Zentrum” e nominato segretario del gruppo etnico italiano al Reichsrat, si considera trentino-tedesco per cultura e vocazione. E’ per questo che appoggia la Triplice e denuncia l’ipoteca massonica che pesa in Italia sul governo Giolitti. Allo scoppio della Prima Guerra mondiale, prima dell’intervento italiano, non esita a incontrare il Papa e Sydney Sonnino, ministro degli esteri del governo Salandra, per difendere, solo contro tutti, le sue idee a favore della creazione di un ponte trentino tra Roma e Vienna. Paventa i rischi che per l’autonomia del Trentino potrebbero derivare da una annessione italiana, non tanto per austrofilia quanto perché lo stato italiano aveva dimostrato fino a quel momento di non gradire alcuna forma di decentramento amministrativo. Ma ormai é troppo tardi: nel maggio 1915 con la denuncia italiana della Triplice il Trentino diventa, confermando in questo i timori di De Gasperi, una regione militarizzata: la popolazione italofona viene evacuata dalla zona del fronte per essere concentrata nell’Alto Adige mentre le persone sospettate di sentimenti irredentisti vengono internate. Durante questi anni, come segretario del Comitato di Stato per gli aiuti ai rifugiati e come deputato, De Gasperi si batte al Parlamento italiano per denunciare le misere condizioni in cui si trovano i suoi compatrioti. Quando il presidente americano Wilson, nel 1918, precisa le condizioni di armistizio per l’Austria, De Gasperi fa parte della delegazione di parlamentari trentini che vanno a Berna per incontrare il plenipotenziario italiano Paolucci de’ Calboli per consegnargli un protocollo politico-amministrativo sull’integrazione del Trentino nella nazione italiana.

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