Manetti, Sergio
09 February 1925 (Florence) - 14 March 2015 (Florence)Description Area
Il padre, Giulio (1901), ultimo di sei figli - infermiere professionista a capo della Colonia Agricola con infermieri e malati in via di guarigione presso l’Ospedale neuropsichiatrico provinciale Vincenzo Chiarugi della città (più semplicemente noto come Manicomio di San Salvi), nei cui uffici amministrativi lavora come ispettore anche il fratello Guido - appartiene a una famiglia cattolica che, a Casellina e Torri (dal 1929 comune di Scandicci) ove vive, conta alcuni suoi appartenenti fra i fondatori del locale Partito Popolare. La madre, Ines Gradi (1904), anch’essa di Casellina e Torri, lavora in una delle numerose piccole imprese che producono vetri artistici impiombati al tempo molto di moda – la Augusto Mazzi che conta circa 40 dipendenti -, alla quale si devono, fra l’altro, le vetrate della Chiesa di Santa Maria al Pignone e quelle dell’Hotel Excelsior (ora Westin Excelsior) di Piazza Ognissanti, ancora oggi esistenti. Ed è al primo piano di via Fonderia 36 (proprio sopra la fabbrica) che nel 1928 la famiglia, da via Valfonda dove Sergio è nato, si trasferisce assieme ai conviventi nonni materni, Guido Gradi e Fidalma Dalì.
Quest’ultima avrà un ruolo decisivo nella formazione di Sergio, sia per la sua notevole intelligenza che per il costante incitamento allo studio, tanto da dedicarle la tesi di laurea.
In ditta il compito di Ines è quello di “elemento di raccordo” fra le maestranze e la proprietà, in un rapporto con quest’ultima che, col passare degli anni, sempre più diventa di amicizia fra le due famiglie. Sergio sarà poi, appena diplomato, l’amministratore dei beni dei Mazzi, il cui figlio Alfredo, ragioniere, anch’egli attivo nel campo del vetro, lavorerà prima alla Saint-Gobain di Pisa (lo stabilimento italiano dell’omonima impresa francese, aperto nel 1889 come “fabbrica di specchi e lastre colate”) e in seguito direttore generale della Fontana Arte di Milano.
La sorella maggiore di Ines, Antonietta, intanto ha sposato Ezio Donati, il cui fratello Emilio, dirigente comunista, verrà fucilato nella notte fra il 23 e il 24 luglio 1944 alle Cascine in un eccidio che conta ben 17 vittime e rimane una delle pagine drammatiche e non del tutto chiarite del passaggio del fronte e della Liberazione del capoluogo toscano. L’aria che Sergio respira è quindi quella di un netto antifascismo, anche se il suo percorso e quello degli amatissimi cugini Donati (Silvano e Luciano) saranno diversi. Durante la seconda guerra mondiale Silvano (1922) viene arruolato in Marina a bordo della corazzata Littorio. Sergio sceglie (nascondendosi assieme a un amico coetaneo nel sottotetto del palazzo di via Fonderia) la renitenza alla leva (chiamata alle armi del 4 novembre 1943) che comportava, se scoperta, l’immediata fucilazione , mentre Luciano (1925) entra nelle Brigate Garibaldi, formazioni partigiane organizzate dal Partito Comunista Italiano, con il nome di battaglia Bastiano. Luciano combatterà a fianco dell’eroe della Resistenza Aligi Barducci, (nome di battaglia Potente, Medaglia d’oro al valor militare, comandante della Divisione Garibaldi Arno, forte di circa 1.200 uomini). Resterà casualmente illeso la sera dell’8 agosto 1944, allorché questi, uscendo dalla sede del Comando in piazza Santo Spirito col suo stato maggiore e alcuni ufficiali alleati, perse la vita a causa di un colpo di mortaio. Luciano/Bastiano verrà successivamente decorato con la medaglia d’argento al valor militare (Decreto del Presidente della Repubblica 30 luglio 1981 su proposta del Ministro per la Difesa, n. d’ordine 6660).
Sergio studia con brillanti risultati. Frequenta alla Scuola “Filippo Sassetti” di Firenze le cosiddette “commerciali” (un indirizzo secondario di avviamento professionale di durata triennale, aventi lo scopo di completare l’istruzione dell’obbligo e fornire agli allievi una generale preparazione in campo tecnico-economico orientata al mondo del lavoro) e successivamente, per due anni, la scuola “Costanzo Ciano”, conseguendo il diploma di Computista commerciale. Sergio mira però a diventare ragioniere e, a tal fine, deve superare un esame integrativo, fra le cui materie la più impegnativa è il latino, che inizia a studiare privatamente riuscendo ad apprendere l’intero programma scolastico degli anni precedenti. Consegue poi all’Istituto Tecnico Commerciale “Galileo Galilei” l’ambito diploma; pochi mesi dopo, nel novembre 1944, si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio di Firenze e in dicembre viene assunto come impiegato all’ufficio ragioneria dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) della Provincia di Firenze.
Qui conosce due persone che saranno centrali nella sua vita: Marisa Tacconi, destinata a diventare la compagna della vita, con la quale presto si fidanza, e il Dottor Mario Tanini , Presidente dell’Amministrazione Provinciale del capoluogo toscano e Commissario Straordinario dell’ONMI, a lungo Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Firenze, nel cui studio Sergio andrà negli anni Settanta a svolgere la libera professione. Non meno significativo è l’incontro all’Università con Giuseppe Vedovato - studioso italiano di relazioni internazionali, nel 1951 consigliere provinciale per la Democrazia Cristiana, deputato dal 1952, senatore, fervente europeista, fino ad essere parlamentare del Consiglio d’Europa e Presidente dello stesso dal 1972 al 1975 -, al quale si lega da un’amicizia che durerà fino alla scomparsa di quest’ultimo nel 2012.
Si laurea il 9 marzo 1950 con una tesi in “Diritto del Lavoro” su un tema di frontiera, la contrattazione collettiva, e il 3 giugno 1951 sposa Marisa, dalla cui unione nasceranno le figlie Daniela (1954) e Stefania (1959).
In quegli anni di grande contrapposizione sociale, politica e ideologica, Sergio non perde occasione di testimoniare i valori cattolici portati avanti dalla Democrazia Cristiana, alla quale come il padre sarà iscritto (sezione di Monticelli), impegnandosi anche nel sindacato – la CISL - fondato nel 1950 da Giulio Pastore e dal suo stretto collaboratore Mario Romani. Sarà anche tesserato dell’Associazione Nazionale “S. Paolo” (ANSPI), un’associazione ecclesiale cattolica, senza fini di lucro, che ha scopi di promozione sociale, creazione di oratori e circoli giovanili, le cui origini si legano al movimento catechistico sorto negli anni Dieci del Novecento, attualmente parte della rete associativa nazionale del terzo settore.
Assume la carica di Ragionere Capo dell’ONMI della Provincia di Firenze e dei relativi comitati comunali della stessa (50 Comuni), con firma e responsabilità di Bilancio. Viene incaricato dalla Provincia di effettuare complesse revisioni aziendali e impianti contabili all’Azienda Servizi Nettezza Urbana (ASNU), costituita azienda municipalizzata nel 1955 per volere del sindaco La Pira, e poi alla Croce Rossa Italiana di Firenze nel 1965-66.
Nel luglio 1973, assieme alla moglie, effettua un viaggio organizzato e guidato da Giuseppe Vedovato nelle città ove hanno luogo le istituzioni europee .
Soppresso l’OMNI (L. 20 marzo 1975, n. 70, in base alla quale viene dichiarato “ente inutile”), inizia nello studio del Dottor Mario Tanini, a svolgere la professione di Dottore Commercialista (nel 1968 aveva conseguito la relativa abilitazione); iscritto al relativo Albo dal 1977, nel 1992 diventa Revisore Contabile e, fra le varie cariche, è nominato Segretario del Consiglio di Amministrazione della multinazionale farmaceutica Eli Lilly.
Nell’aprile 1998, una improvvisa malattia lo costringe a sospendere l’attività professionale, alla quale non tornerà neppure dopo il pieno recupero, pur continuando sempre ad aggiornarsi, a leggere e a coltivare la sua passione per l’arte, specie quella contemporanea.
Il 13 febbraio 2010 scompare l’amata moglie. Riposano entrambi nel cimitero di San Donato in Collina, una frazione divisa fra i comuni di Rignano sull’Arno e Bagno a Ripoli presso Firenze.
Relations Area
Manetti, Sergio
09 February 1925 (Florence) - 14 March 2015 (Florence)Description Area
Il padre, Giulio (1901), ultimo di sei figli - infermiere professionista a capo della Colonia Agricola con infermieri e malati in via di guarigione presso l’Ospedale neuropsichiatrico provinciale Vincenzo Chiarugi della città (più semplicemente noto come Manicomio di San Salvi), nei cui uffici amministrativi lavora come ispettore anche il fratello Guido - appartiene a una famiglia cattolica che, a Casellina e Torri (dal 1929 comune di Scandicci) ove vive, conta alcuni suoi appartenenti fra i fondatori del locale Partito Popolare. La madre, Ines Gradi (1904), anch’essa di Casellina e Torri, lavora in una delle numerose piccole imprese che producono vetri artistici impiombati al tempo molto di moda – la Augusto Mazzi che conta circa 40 dipendenti -, alla quale si devono, fra l’altro, le vetrate della Chiesa di Santa Maria al Pignone e quelle dell’Hotel Excelsior (ora Westin Excelsior) di Piazza Ognissanti, ancora oggi esistenti. Ed è al primo piano di via Fonderia 36 (proprio sopra la fabbrica) che nel 1928 la famiglia, da via Valfonda dove Sergio è nato, si trasferisce assieme ai conviventi nonni materni, Guido Gradi e Fidalma Dalì.
Quest’ultima avrà un ruolo decisivo nella formazione di Sergio, sia per la sua notevole intelligenza che per il costante incitamento allo studio, tanto da dedicarle la tesi di laurea.
In ditta il compito di Ines è quello di “elemento di raccordo” fra le maestranze e la proprietà, in un rapporto con quest’ultima che, col passare degli anni, sempre più diventa di amicizia fra le due famiglie. Sergio sarà poi, appena diplomato, l’amministratore dei beni dei Mazzi, il cui figlio Alfredo, ragioniere, anch’egli attivo nel campo del vetro, lavorerà prima alla Saint-Gobain di Pisa (lo stabilimento italiano dell’omonima impresa francese, aperto nel 1889 come “fabbrica di specchi e lastre colate”) e in seguito direttore generale della Fontana Arte di Milano.
La sorella maggiore di Ines, Antonietta, intanto ha sposato Ezio Donati, il cui fratello Emilio, dirigente comunista, verrà fucilato nella notte fra il 23 e il 24 luglio 1944 alle Cascine in un eccidio che conta ben 17 vittime e rimane una delle pagine drammatiche e non del tutto chiarite del passaggio del fronte e della Liberazione del capoluogo toscano. L’aria che Sergio respira è quindi quella di un netto antifascismo, anche se il suo percorso e quello degli amatissimi cugini Donati (Silvano e Luciano) saranno diversi. Durante la seconda guerra mondiale Silvano (1922) viene arruolato in Marina a bordo della corazzata Littorio. Sergio sceglie (nascondendosi assieme a un amico coetaneo nel sottotetto del palazzo di via Fonderia) la renitenza alla leva (chiamata alle armi del 4 novembre 1943) che comportava, se scoperta, l’immediata fucilazione , mentre Luciano (1925) entra nelle Brigate Garibaldi, formazioni partigiane organizzate dal Partito Comunista Italiano, con il nome di battaglia Bastiano. Luciano combatterà a fianco dell’eroe della Resistenza Aligi Barducci, (nome di battaglia Potente, Medaglia d’oro al valor militare, comandante della Divisione Garibaldi Arno, forte di circa 1.200 uomini). Resterà casualmente illeso la sera dell’8 agosto 1944, allorché questi, uscendo dalla sede del Comando in piazza Santo Spirito col suo stato maggiore e alcuni ufficiali alleati, perse la vita a causa di un colpo di mortaio. Luciano/Bastiano verrà successivamente decorato con la medaglia d’argento al valor militare (Decreto del Presidente della Repubblica 30 luglio 1981 su proposta del Ministro per la Difesa, n. d’ordine 6660).
Sergio studia con brillanti risultati. Frequenta alla Scuola “Filippo Sassetti” di Firenze le cosiddette “commerciali” (un indirizzo secondario di avviamento professionale di durata triennale, aventi lo scopo di completare l’istruzione dell’obbligo e fornire agli allievi una generale preparazione in campo tecnico-economico orientata al mondo del lavoro) e successivamente, per due anni, la scuola “Costanzo Ciano”, conseguendo il diploma di Computista commerciale. Sergio mira però a diventare ragioniere e, a tal fine, deve superare un esame integrativo, fra le cui materie la più impegnativa è il latino, che inizia a studiare privatamente riuscendo ad apprendere l’intero programma scolastico degli anni precedenti. Consegue poi all’Istituto Tecnico Commerciale “Galileo Galilei” l’ambito diploma; pochi mesi dopo, nel novembre 1944, si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio di Firenze e in dicembre viene assunto come impiegato all’ufficio ragioneria dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) della Provincia di Firenze.
Qui conosce due persone che saranno centrali nella sua vita: Marisa Tacconi, destinata a diventare la compagna della vita, con la quale presto si fidanza, e il Dottor Mario Tanini , Presidente dell’Amministrazione Provinciale del capoluogo toscano e Commissario Straordinario dell’ONMI, a lungo Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Firenze, nel cui studio Sergio andrà negli anni Settanta a svolgere la libera professione. Non meno significativo è l’incontro all’Università con Giuseppe Vedovato - studioso italiano di relazioni internazionali, nel 1951 consigliere provinciale per la Democrazia Cristiana, deputato dal 1952, senatore, fervente europeista, fino ad essere parlamentare del Consiglio d’Europa e Presidente dello stesso dal 1972 al 1975 -, al quale si lega da un’amicizia che durerà fino alla scomparsa di quest’ultimo nel 2012.
Si laurea il 9 marzo 1950 con una tesi in “Diritto del Lavoro” su un tema di frontiera, la contrattazione collettiva, e il 3 giugno 1951 sposa Marisa, dalla cui unione nasceranno le figlie Daniela (1954) e Stefania (1959).
In quegli anni di grande contrapposizione sociale, politica e ideologica, Sergio non perde occasione di testimoniare i valori cattolici portati avanti dalla Democrazia Cristiana, alla quale come il padre sarà iscritto (sezione di Monticelli), impegnandosi anche nel sindacato – la CISL - fondato nel 1950 da Giulio Pastore e dal suo stretto collaboratore Mario Romani. Sarà anche tesserato dell’Associazione Nazionale “S. Paolo” (ANSPI), un’associazione ecclesiale cattolica, senza fini di lucro, che ha scopi di promozione sociale, creazione di oratori e circoli giovanili, le cui origini si legano al movimento catechistico sorto negli anni Dieci del Novecento, attualmente parte della rete associativa nazionale del terzo settore.
Assume la carica di Ragionere Capo dell’ONMI della Provincia di Firenze e dei relativi comitati comunali della stessa (50 Comuni), con firma e responsabilità di Bilancio. Viene incaricato dalla Provincia di effettuare complesse revisioni aziendali e impianti contabili all’Azienda Servizi Nettezza Urbana (ASNU), costituita azienda municipalizzata nel 1955 per volere del sindaco La Pira, e poi alla Croce Rossa Italiana di Firenze nel 1965-66.
Nel luglio 1973, assieme alla moglie, effettua un viaggio organizzato e guidato da Giuseppe Vedovato nelle città ove hanno luogo le istituzioni europee .
Soppresso l’OMNI (L. 20 marzo 1975, n. 70, in base alla quale viene dichiarato “ente inutile”), inizia nello studio del Dottor Mario Tanini, a svolgere la professione di Dottore Commercialista (nel 1968 aveva conseguito la relativa abilitazione); iscritto al relativo Albo dal 1977, nel 1992 diventa Revisore Contabile e, fra le varie cariche, è nominato Segretario del Consiglio di Amministrazione della multinazionale farmaceutica Eli Lilly.
Nell’aprile 1998, una improvvisa malattia lo costringe a sospendere l’attività professionale, alla quale non tornerà neppure dopo il pieno recupero, pur continuando sempre ad aggiornarsi, a leggere e a coltivare la sua passione per l’arte, specie quella contemporanea.
Il 13 febbraio 2010 scompare l’amata moglie. Riposano entrambi nel cimitero di San Donato in Collina, una frazione divisa fra i comuni di Rignano sull’Arno e Bagno a Ripoli presso Firenze.